Trovate il segnale giusto su cui sintonizzare i vostri investimenti
Siete piacevolmente accomodati sulla poltrona di casa vostra, o seduti all’interno del vostro locale preferito. State sorseggiando il vostro drink e quasi vi perdete nell’ascolto di un brano che amate particolarmente. Può essere un valzer di Strauss, l’ultimo disco di Springsteen, o un pezzo di lounge music o di heavy metal. Scegliete voi quello che vi piace di più. Siete piacevolmente sintonizzati sulle note di questa musica, che si fondono quasi magicamente con il sapore della vostra bevanda. State assaporando il brano così come le sfumature del vostro cocktail e il vostro pensiero si fonde sulle note di entrambi, facendovi percepire un sottile e piacevolissimo stato di benessere.
Ma ecco che all’improvviso passa un mezzo del soccorso a sirene spiegate, il vostro vicino di casa si mette a piantare un chiodo nel muro o il vicino di tavolo inizia una conversazione al cellulare come se fosse l’unica persona presente nel locale.
Risultato? Perdete la “sintonizzazione” con quella piacevole sensazione di benessere, mentre la vostra attenzione viene distolta dalla sirena, dal chiodo o dalla conversazione. In altre parole, il rumore vi ha portato fuori strada.
Sui mercati finanziari spesso succede la stessa cosa: siete alla ricerca di un segnale per sintonizzare i vostri investimenti, pensate di averlo trovato nel momento in cui lo percepite in maniera chiara ed inequivocabile: una traccia da seguire per i vostri risparmi. Sembra tutto perfetto, sentite quasi una colonna sonora che accompagna i vostri investimenti e ne percepite il gusto, un piacevole sapore di aver fatto la cosa giusta.
Ecco però che la musica viene sporcata da un rumore, a volte di sottofondo, altre volte più improvviso e quasi assordante: un nuovo evento, un dato inatteso, una conseguenza non immaginabile a priori, qualcosa che, in quel momento, sembra mettere fuori sintonia il vostro investimento e che in qualche misura rovina il gusto che lo accompagnava. Anche questo è rumore, un effetto distorsivo che potrebbe mettervi fuori strada e non farvi percepire la validità di quanto stavate facendo. Come la puntina del giradischi che, mentre sembra seguire perfettamente la propria traccia, all’improvviso salta, producendo un fastidioso fruscio e rovinando l’ascolto della melodia che stavate ascoltando.
Anche in finanza esiste la differenza tra segnale e rumore: il primo rappresenta quello che conta, i dati fondamentali, il trend di lungo periodo, gli eventi che hanno e continueranno ad avere un impatto sulla situazione economico-finanziaria e sui mercati; i secondi sono invece rappresentati da tutte quelle notizie e accadimenti che possono rappresentare eventi importanti, mai il cui effetto spesso è più sensazionalistico che reale, cioè si esaurisce nel breve termine e quindi non è in grado di avere delle ripercussioni permanenti né sul contesto dei mercati, né sui nostri investimenti.
Il primo, il segnale, è rappresentato da una serie di dati e di fatti su sui occorre sintonizzarsi, che vanno assolutamente considerati, compresi e analizzati. Tutto il resto è rumore di fondo, cioè accadimenti lontani e poco rilevanti; oppure rilevanti sì, ma poco profondi e duraturi, cioè i cui effetti svaniscono in breve tempo, come una vettura del soccorso che passa a sirene spiegate.
Sul primo, il segnale, dobbiamo assolutamente sintonizzarci; sul secondo, il rumore, attivare quei filtri che lo eliminino o comunque riducano quanto possibile per non farci distrarre, permettendoci di continuare a seguire la traccia.
Appartengono al segnale, tutti quegli eventi che in maniera magari lenta, ma continua e prolungata, stanno plasmando l’economia, la società e la finanza, come i cosiddetti megatrends, tendenze talvolta sotterranee, ma di lungo periodo e di grande impatto, che modellano il mondo e quindi il nostro futuro. Costituiscono rumore invece, quegli accadimenti, a volte molto più evidenti e apparentemente sensazionali, che non riescono tuttavia a incidere, se non a brevissimo termine, con i cambiamenti in atto nello scenario mondiale o nel contesto dei mercati.
L’elezione di Trump è stato un evento decisamente importante, che ha fatto molto rumore, in tutti i sensi, mentre l’aggressione russa all’Ucraina rappresenta un evento che modificherà per molto tempo gli equilibri internazionali. L’avvento dell’intelligenza artificiale e di soluzioni tecnologiche sempre più avanzate rappresenta un trend di lunghissimo termine, così come il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, mentre la chiusura della borsa di ieri o il suo andamento nell’ultima settimana o mese rappresentano rumore, che potrebbe distrarci da seguire i segnali che contano, per noi e i nostri portafogli.
Sapere quindi distinguere tra segnali e rumori è fondamentale per il successo dei nostri investimenti. Certo, non è sempre facile, anche per la presenza di un elemento soggettivo che può alterare le nostre percezioni e inficiare le nostre capacità di analisi: quando abbiamo investito il nostro denaro perdiamo quel giusto distacco che ci permette una valutazione più oggettiva e approfondita. Siamo sempre sul chi va là, pronti a rivedere le nostre scelte finanziarie ad ogni stormir di fronde. L’errore comportamentale è sempre dietro l’angolo, il timore del rimpianto, l’avversione alle perdite, anche qui tutti “rumori” fastidiosi che ci possono distrarre da quello che conta veramente.
Per contro, sempre nel campo della soggettività, esiste un elemento fondamentale, un segnale che non possiamo assolutamente ignorare, ma che, anzi, dobbiamo ascoltare e approfondire: noi stessi.
Il primo vero segnale siamo noi, con le nostre esigenze e i nostri desideri. Dobbiamo imparare a sintonizzarci, ad ascoltare questi segnali e a farne dei veri e propri obiettivi.
Facile a dirsi meno facile a farsi? Dipende.
Esiste uno strumento potente ed efficace, si chiama pianificazione patrimoniale e permette di trovare una perfetta sintonia con i nostri bisogni ed obiettivi. Non solo, permette anche, una volta individuati questi ultimi, di determinare il programma per raggiungerli. Un po’ come avere una radio che conosce i vostri gusti ed è in grado di sintonizzarsi sui vari canali che trasmettono la musica e i programmi che preferite a seconda delle giornate e dell’orario.
La pianificazione agisce automaticamente, a monte, sui segnali che provengono da voi, e a valle come filtro dai vari rumori che potrebbero infastidire l’ascolto dei vostri reali bisogni e desideri. Non si tratta di una scienza esatta, quanto piuttosto di un percorso high fidelity (o come si diceva qualche anno fa, hi-fi) nel senso che parte da voi, dai vostri desideri, per tornare a voi, la realizzazione dei vostri obiettivi. Il passaggio dai primi ai secondi rappresenta il palinsesto della programmazione, il valore aggiunto che il processo di pianificazione è in grado di consegnarvi.
Sintonizzatevi quindi su voi stessi, i vostri obiettivi e desideri, quelli che aumentano la sensazione di benessere e la qualità della vostra vita. I vostri obiettivi sono il vero segnale da captare e su cui restare sintonizzati. Tutto il resto viene dopo, e molto di questo va adeguatamente filtrato per capire se si tratta di un altro segnale da considerare o di un disturbo di sottofondo.
I vostri obiettivi di vita sono il primo, vero segnale. Il resto, nella maggior parte dei casi, è solo rumore.


