Più di duemila anni fa, ai limiti orientali del mondo all’epoca conosciuto, quattro re ricevettero il segnale di un prodigio: a breve sarebbe nato un bambino destinato a salvare il mondo è diventare Re dei re. Dopo essersi consultati tra loro, decisero di partire dai loro regni per andare a rendere omaggio al nascituro, potendo contare, per orientare il loro cammino, su una cometa che, con la sua scia, avrebbe indicato la direzione da seguire.
Di Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, i tre Magi che portarono al bambin Gesù oro, incenso e mirra, sappiamo molto se non tutto, visto che anche il Vangelo, quello di Matteo, ne parla specificatamente.
Questa invece è la storia di un quarto Magio, Artaban, e del percorso lungo e avventuroso che lo avrebbe portato in Palestina per conoscere e venerare il figlio di Dio.
Come i suoi pari, Artaban è uomo di scienza e di studi, dedicati alla medicina e all’astronomia. Di statura elevata e corporatura robusta, di lui si conoscevano la straordinaria forza fisica e la grande determinazione, che si accompagnavano ad un forte senso di giustizia e di pietà che lo rendevano un sovrano autorevole e rispettato.
Portando con sé un rubino, uno zaffiro e una perla come doni, Artaban partì in sella al suo destriero per raggiungere la carovana condotta dagli altri Magi. Lungo il percorso incontrò nel deserto un uomo che i predoni avevano depredato di tutto e lasciato in fin di vita. Artaban era perfettamente consapevole che assistere l’uomo avrebbe comportato un ritardo nel viaggio verso il gruppo degli altri re, ma anche che senza il suo aiuto l’uomo non sarebbe sopravvissuto. Decise quindi di fermare la sua corsa per prestare soccorso al ferito e trasportarlo ad una vicina oasi, dove, in cambio dello zaffiro, avrebbe potuto ricevere tutte le cure necessarie alla guarigione.
Nel frattempo, non vedendolo arrivare, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre decisero comunque di mettersi in cammino per quello che si annunciava un lungo viaggio.
Giungendo in ritardo all’appuntamento, Artaban non si perse d’animo e, scambiato il suo destriero con un cammello e varie provviste, per quanto il viaggio si presentasse lungo e faticoso per un uomo che lo intraprendesse da solo, si mise anche lui in marcia verso il Luogo Santo, inseguendo la scia della cometa.
Quando arrivò a Betlemme, dei tre Magi che lo avevano preceduto non vi era più traccia, così come del Nuovo Re e della sua famiglia, mentre Erode, re della Galilea, temendo di perdere il suo regno, aveva ordinato la strage di tutti i bambini al di sotto dei due anni. Artaban salvò una donna e il suo bambino da un soldato romano che voleva ucciderli, convincendolo a risparmiarli e portarli in un luogo sicuro in cambio del rubino che portava con sé. Per gratitudine, la donna che aveva salvato gli rivelò che coloro che stava cercando si erano messi in salvo in Egitto.
Il Magio non si perse d’animo e ripartì alla ricerca del Salvatore. Il viaggio lo condusse ad affrontare altri pericoli e vicissitudini e dopo diversi anni lo portò in Egitto, dove però non trovò traccia né di Gesù, né dei suoi genitori che, scampato il pericolo, erano tornati in Palestina. Riorganizzatosi e sempre deciso a tener fede al suo progetto, Artaban si rimise in viaggio verso Gerusalemme, dove aveva ricevuto notizia che Gesù, ormai diventato uomo, si fosse diretto.
Anche questo viaggio di ritorno comportò lunghe percorrenze e svariate difficoltà, ma con straordinaria determinazione Artaban non si diede per vinto e raggiunse la Giudea, ben 33 anni dopo il suo primo arrivo in Terra Santa. Nel corso del suo cammino verso Gerusalemme, Artaban incontrò una donna disperata che, vedendo il suo aspetto regale, invocò il suo intervento perché non venisse fatta schiava. Il Magio non si sottrasse alle richieste della donna e barattò la sua libertà con la perla in suo possesso, l’ultimo dono destinato a Gesù.
Giunto nella città, apprese che quel bambino che aveva lungamente cercato e che era ormai diventato uomo, stava per essere crocifisso in quanto non riconosciuto come figlio di Dio. Preso dalla disperazione, Artaban corse ai piedi della croce di Gesù, arrivando, però, quando questi era già spirato. Distrutto dal dolore della sua morte e per non aver potuto rendere omaggio al Re dei re, avendo speso tutti i suoi doni in altre opere, Artaban svenne sul posto. Alcuni discepoli, sorpresi dal vedere un uomo dall’aspetto regale prostrarsi davanti alla croce e temendo per la sua incolumità, lo portarono in una vicina locanda, dove Artaban rimase sospeso tra la vita e la morte per tre giorni.
Leggenda vuole che la terza notte Gesù gli apparve in sogno per ringraziarlo dei doni (“In verità ti dico: quanto hai fatto a ciascuno dei tuoi fratelli l’hai fatto a me”) e per annunciargli la sua resurrezione. Artaban, svegliandosi di soprassalto e pensando di essere stato preda di un delirio, chiese ad alcuni fedeli di essere accompagnato alla tomba del Signore. Quando la trovò vuota capì di non aver sognato e di aver finalmente portato a termine la sua missione.
Trentatré anni di viaggi e di ricerca sono un arco di tempo considerevole. Lo stesso che oggigiorno dovrebbe essere considerato da una persona di mezza età che volesse avviare un processo di pianificazione per raggiungere uno o più obiettivi precisi, in ottica del suo ciclo di vita.
Anche in questo caso, non mancherebbero le insidie e le difficoltà: il percorso non sarebbe necessariamente lineare e potrebbe mostrarsi più tortuoso anche di quanto inizialmente previsto.
Sicuramente, com’è accaduto ad Artaban, non mancherebbero le occasioni di effettuare scelte difficili che comportino l’utilizzo delle proprie capacità e risorse, tanto tangibili quando intangibili.
Quello che più traspare dalla storia del quarto Magio, è la determinazione e la fede con la quale persegue i suoi obiettivi, senza mai scoraggiarsi è tanto meno arrendersi.
Coraggio, determinazione, capacità di effettuare scelta coraggiose e giuste, e fedeltà al piano per il raggiungimento dei vari obiettivi sono ingredienti preziosi e illuminanti per chiunque voglia raggiungere traguardi importanti nella propria vita.
Per pianificare il vostro futuro e raggiungere i vostri obiettivi di vita, siate determinati come Artaban e fatevi guidare da fede, coraggio e lungimiranza.
Immagine tratta dal sito laminasyaceros.com


