Occuparsi oggi delle sfide di domani per raggiungere serenamente il tuo futuro
Un aspetto che caratterizza l’essere umano è la sua inclinazione alla preoccupazione, non nel senso letterale del termine che è quello di pre-occuparsi, cioè di agire fattivamente per anticipare gli eventi, quanto piuttosto in quello di provare ansia se non addirittura angoscia rispetto alla situazione attuale e alla sua possibile evoluzione. L’oggetto di questa inquietudine spesso non si materializza concretamente nella nostra vita, per cui finiamo molto spesso per definirci preoccupati di questioni marginali o di grandi mali immaginari. Per contro, affrontiamo talvolta reali problemi con sorprendente approssimazione, cercando di farvi fronte con spirito di improvvisazione più che con un processo mirato all’individuazione della migliore soluzione.
I mercati finanziari sono, per loro natura, volatili, cioè tendono a variare anche improvvisamente e profondamente, in maniera talvolta molto rapida. Ma hanno anche un’altra importante caratteristica: nel lungo termine tendono a salire. Come ama ripetere il prof. Bertelli, specialista di finanza comportamentale, “i mercati finanziari oscillano, tentennano, traballano…mentre salgono nel tempo”.
Ora la domanda che pongo è molto semplice: siamo tutti molto preoccupati dall’andamento dei mercati per i quali esistono evidenze storico-statistiche, quasi regolarità scientifiche oserei dire, circa la loro capacità di superare i ribassi per stabilire nuovi livelli di crescita; non staremmo allora perdendo di vista qualcosa di più importante, qualche aspetto che può o potrebbe costituire un reale problema alla nostra vita?
La mia visione riguardo la consulenza
Nella mia visione, la consulenza è un’attività di accompagnamento lungo un percorso verso i propri obiettivi di vita. Suo compito è anche quello di individuare i possibili ostacoli che si possono incontrare da qui al raggiungimento del tuo futuro, come ti piacerebbe immaginarlo:
- Demografia: nel nostro paese si parla ormai di “inverno demografico” per segnalare un tasso di natalità in continua diminuzione, che sta trasformando la struttura della popolazione. L’Italia sembra essere destinato a diventare un paese con più anziani che giovani, cioè con più persone fuori dal ciclo produttivo e sempre meno lavoratori. Un paese con queste caratteristiche avrà nei prossimi anni un problema di crescita economica e quindi di benessere.
- Reddito: strettamente collegato al punto precedente è la questione reddituale. Un paese che cresce poco (a parte il boom post Covid e gli effetti del PNRR abbiamo un PIL a 20 e 30 anni che cresce a ritmi tra i più bassi d’Europa) rischia di avere un problema occupazionale oltre che reddituale. Inoltre con un tasso molto basso di alfabetizzazione finanziaria, anche la gestione del reddito può essere un problema.
- Pensioni: si tratta di una questione molto delicata, perché proiettata nel nostro futuro e quindi non immediatamente percepibile. L’allungamento delle aspettative di vita, un reddito non sempre adeguato per gli accantonamenti previdenziali, un sistema pensionistico ancora basato sulla ripartizione portano come conseguenza la necessità di attrezzarsi con la previdenza integrativa per supplire al deficit della pensione pubblica. Senza contare che esiste una bassa copertura per invalidità civile e per la pensione in favore dei familiari superstiti.
- Longevity: si tratta di un aspetto sicuramente positivo, collegato all’allungamento della vita medie delle persone, che ha portato alla definizione di una “quarta età” ancora socialmente ed economicamente attiva. Per contro esiste il cosiddetto rischio di “lunga vita” che fa riferimento alla possibilità di sopravvivere alle proprie risorse finanziarie e patrimoniali.
- Disruption: l’avvento del digitale e più in generale la pervasività dello sviluppo tecnologico portano a nuove “regole” di produzione di beni ed erogazioni di servizi, nonché a nuove modalità di consumo, che impattano la nostra vita. Diventa indispensabile un ampliamento delle competenze e delle proprie capacità lavorative che spingono verso un percorso di formazione e aggiornamento continuo.
- Salute: al di là di quello che ha rappresentato il Covid-19, il settore sanitario rimane nevralgico per la qualità della nostra esistenza. Il Servizio Sanitario Nazionale, pur di altissimo livello dal punto di vista professionale e della qualità dei servizi erogati, è spesso caratterizzato da lunghe attese per le relative prestazioni; e solo il 10% delle prestazioni che fuoriescono dal perimetro della sanità pubblica è sostenuto da coperture assicurative.
- Clima e ambiente: i cambiamenti climatici in atto e i loro effetti sulla popolazione e sull’ambiente stanno determinando un ripensamento delle regole con cui si sviluppa l’attività umana, ponendo sempre più il focus sulla sostenibilità ecologica, energetica e sociale. Lo sviluppo sostenibile e l’impatto positivo che si richiede alle attività porta sicuramente ad un miglioramento in termini di qualità della vita, ma comporta anche costi diretti e indiretti. Si pensi alla transizione energetica, alla mobilità elettrica o all’efficientamento edilizio.
Se desideri una vita piena e il più possibile serena, per te e i tuoi cari, forse vale la pena crucciarsi meno dei destini borsistici di breve periodo e pre-occuparti, questa volta nel senso letterale del termine, di quegli aspetti che in maniera più sotterranea e silenziosa, quasi invisibile, possono produrre effetti di non poco conto sulla qualità della tua esistenza.
Un’attenta pianificazione patrimoniale può metterti in grado di accordare al meglio le tue risorse con i tuoi obiettivi di lungo termine, valutando tutti gli aspetti che possono entrare in gioco durante il ciclo di vita, immaginato e costruito come un percorso a tappe verso il tuo futuro.
Per te e le persone a cui teni di più, è quello che conta davvero.


