“Dai un futuro al tuo presente

Articolo di Maurizio Calvia

Mind the Gap

Articolo di Maurizio Calvia

Mind the Gap

MIND THE GAP

Come distanze di tempo e risorse possono influire sul nostro benessere futuro

Chi per lavoro o vacanza sia stato in Inghilterra, avrà probabilmente avvertito una certa sensazione di disagio nelle occasioni in cui si sia trovato ad attraversare la strada. Pur guardando dalla parte giusta, cioè prima a destra, dato che le regole anglosassoni impongono ai mezzi la circolazione in senso opposto al nostro, avrà percepito il timore di essere investito, data l’abitudine “continentale” di guardare sempre prima a sinistra.

Questo aspetto della vita d’oltremanica mi ha fatto venire in mente quello che è il peso delle abitudini nella nostra quotidianità e quindi, per estensione, la difficoltà che abbiamo di fare l’inusitato, cioè sviluppare pensieri e compiere gesti anche molto semplici, come quelli di voltarsi a destra prima di attraversare la strada, ma che escono dalla sfera di ciò che comunemente siamo soliti fare. Questo ragionamento sottolinea quanto sia difficile uscire dalla cosiddetta zona di comfort presidiata e delimitata dalle nostre abitudini di azione e di pensiero, per predisporci ed adattarci a qualcosa di nuovo, un cambiamento, a volte anche piccolo, come fare due passi in un’altra città. Eppure, saper modificare il proprio comportamento è fondamentale per ottenere un certo livello di successo, come il caso dell’attraversamento nel Regno Unito innegabilmente dimostra.

L’aspetto che forse può sorprendere di più, è che la sensazione di disagio e di relativa difficoltà nel fare qualcosa che fuoriesce dalle nostre abitudini, la sperimentiamo pur sapendo di fare la cosa corretta (nell’esempio dell’attraversamento, voltarsi prima a destra), a dimostrazione che uscire dalla propria zona di comfort risulta spesso tanto complicato quanto necessario.

Rimanendo in Gran Bretagna e andando in particolare a Londra, chi si sia spostato utilizzando l’Underground (metropolitana), avrà spesso sentito la voce preregistrata che ad ogni fermata richiama il nome della stazione, le eventuali coincidenze con altre linee e altri mezzi di trasporto, e allerta i passeggeri relativamente alla distanza che sussiste tra l’uscita dal vagone e la banchina della stazione: “Mind the gap!

Per associazione di idee, ho cominciato a pensare a quanti e quali possono essere i nostri “divari finanziari”, le differenze o distanze che ci allontanano dalla nostra situazione ideale e dal nostro benessere. 

Il primo gap a venire in mente è quasi banale: assicurare un minimo margine positivo tra entrate e uscite, cioè tra reddito e spese. Ovviamente, maggiore è questo margine, cioè il risparmio, maggiore la nostra capacità di far fronte ai cosiddetti imprevisti e di costruire una certa ricchezza finanziaria nel tempo, con il semplice accumulo del denaro non speso. Unica nota da segnalare da questo punto di vista, decisamente meno banale, è costituita dall’eventuale debito assunto, giacché il suo rimborso, per quanto distribuito nel tempo, deve poter rientrare all’interno delle nostre capacità reddituali.

Un altro aspetto di divario finanziario meno evidente ed anche più complesso è quello pensionistico. In questo caso siamo di fronte ad un problema oggettivo e strutturale (la pressione a cui da anni il sistema previdenziale obbligatorio è sottoposto si riverbererà inevitabilmente sui trattamenti pensionistici futuri) e pericolosamente di lungo termine. Dico pericolosamente perché tale problema non riguarda, o quantomeno riguarda in misura decisamente minore, chi si stia apprestando a lasciare l’attività lavorativa, ma coinvolge in maniera importante chi si trovi all’inizio o a metà del proprio percorso professionale.

La lontananza della tappa pensionistica costituisce un rischio perché rende questo problema poco percepito o addirittura ignorato. È un po’ come se foste saliti su una carrozza dell’Underground e lo speaker vi avesse ammonito con il consueto messaggio, “mind the gap!”, ma la vostra fermata fosse tra diversi anni. Insomma, l’avvertimento arriva oggi, ma il problema si presenterà in un futuro relativamente lontano. Paradossalmente, questo rischia di costituire un ostacolo al prepararsi per tempo, quando invece dovrebbe rappresentare un vantaggio.

In termini più generali, troviamo anche altri “gap”: tutte le volte che esiste una distanza oggettiva o soggettiva tra la nostra situazione attuale e quella desiderata, cioè un divario di tempo o di risorse. Qui, è da sottolineare l’importanza di quel saldo positivo tra entrate e uscite, il risparmio, e del suo impiego in chiave futuribile, cioè l’investimento, per colmare tale gap. L’investimento rappresenta il mezzo per raggiungere i nostri fini e, a sua volta, presuppone un’attenta pianificazione, partendo dal check up della situazione attuale per addivenire alla progettazione del nostro futuro. Nella metafora della metro, si tratta di stabilire a monte dove vogliamo andare e quindi quale linea prendere e a quale fermata scendere.

Sotto questo aspetto, la variabile tempo assume una valenza particolare: da un lato costituisce un elemento di “distanza” dai nostri obiettivi, dall’altro rappresenta invece una vera e propria risorsa che ci può consentire, tramite l’investimento, di raggiungerli.

Abbiamo così un divario di risorse, tutte le volte che dobbiamo far crescere il nostro patrimonio per raggiungere un obiettivo di vita (segnatamente, ma non solo, l’integrazione pensionistica), che costituisce un problema, e un divario di tempo, cioè mesi e anni da percorrere per arrivare al nostro obiettivo, che rappresenta un vantaggio, perché abbiamo tempo per prepararci a raggiungere la nostra meta. Anche sotto questo aspetto sarebbe quanto mai opportuno prestare tutte le attenzioni del caso alle due “distanze” e verrebbe ancora una volta da dire: “mind the gap!” 

Come possiamo conciliare questi due divari, apparentemente opposti, per raggiungere i nostri obiettivi? La soluzione è probabilmente semplice come spostarsi a Londra utilizzando l’Underground: investire le risorse finanziarie di cui disponiamo, cioè il nostro risparmio, per maturare la ricchezza che ci occorrerà per raggiungere i nostri obiettivi, sfruttando come fattore di produzione proprio il tempo che ci distanzia da questi ultimi.

Certo, per individuare i nostri gap, mettere in contatto le nostre risorse con i nostri obiettivi e sfruttare il tempo, serve un piccolo sforzo, un cambio di visuale come quello che dobbiamo mettere in atto quando attraversiamo le strade in Inghilterra. Uscire dalla nostra apparente zona di comfort, per cominciare a ragionare in maniera diversa dal solito, attraverso un processo di pianificazione finanziaria.

Non salverà la vita come voltarsi a destra quando si attraversa la strada nel Regno Unito, ma potrebbe salvare i propri obiettivi di vita e assicurare un viaggio più confortevole verso il proprio benessere.

Immagine tratta da pixabay.com

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