“Dai un futuro al tuo presente

Articolo di Maurizio Calvia

Futuro anteriore – rispettare i tempi della progettazione per assicurare il proprio futuro

Articolo di Maurizio Calvia

Futuro anteriore – rispettare i tempi della progettazione per assicurare il proprio futuro

L’altro giorno, mettendo ordine sulla scrivania, mi sono imbattuto in alcuni articoli di giornale che avevo stampato per averli sempre sottomano. Tra questi, tre hanno particolarmente colpito la mia attenzione, non solo per il contenuto, ma anche per il fatto di provenire dallo stesso autore, il giornalista Leopoldo Gasbarro, specializzato sui temi del risparmio e dell’investimento e ideatore della nota rubrica “Mercati che fare”.

Mentre due di questi articoli sono relativamente recenti, marzo e aprirle del 2022, il terzo risale al quasi lontano 2016, nei giorni successivi alla Brexit.

Dico quasi lontano perché, in quest’ultimo articolo, si fa riferimento ad una lettera di un risparmiatore pubblicata sul Sole 24 Ore nel giugno del, questo sì lontano, 1988, in cui il lettore faceva riferimento a fatti accaduti nell’ancora più lontano 1975.

La lettera si rivolge a tutti i risparmiatori e chi l’ha scritta racconta la sua storia personale di investitore in fondi. Ecco i passaggi più significativi: “Ho iniziato acquistando il fondo XXX nel 1973. All’inizio del 1975 stavo perdendo soldi: la minusvalenza su 10 milioni di lire investiti era sensibile, -27%, naturalmente non ci stavo. Il mio consulente mi propose di fare un versamento aggiuntivo di ulteriori 10 milioni per mediare il costo, ma io mi opposi e lo presi per matto. Oggi posso dire che entrambi abbiamo commesso un errore: io di non avergli creduto, lui di essersi intimidito di fronte alla mia reazione è di non aver insistito. Allora credevo di averci perso, ma se avessi ascoltato il mio consulente oggi invece di avere 105 milioni ne avrei avuti 250. […] …solo nei momenti di grande ribasso si possono cogliere delle enormi opportunità”.

Se qualcuno stesse pensando che questo preambolo serve per dire che sui mercati è il momento di comprare, posso dire che si trova fuori strada. Vorrei invece provare a fare un discorso un po’ più ampio: l’articolo di Gasbarro è del luglio 2016, nell’immediato post Brexit. La settimana successiva al referendum sulla permanenza in Europa della Gran Bretagna non fu proprio una passeggiata sui mercati. Oggi, molto probabilmente, neanche ci ricordiamo più cosa successe in quei giorni. La lettera del risparmiatore di cui sopra è per contro del 1988, ma narra di fatti accaduti nel ‘73, anno guarda caso di crisi energetica. Giusto per citare un dato oggi particolarmente di moda, l’inflazione allora era rispettivamente al 5 e al 17 percento. Eppure, ciò che il risparmiatore racconta è una storia in qualche modo di successo. Allora viene da pensare che le crisi sono sempre diverse, ma le modalità di uscita (e i vantaggi che si possono cogliere attraversandole) sono spesso molto simili. 

Procedendo con ordine cronologico, l’altro articolo della rubrica “Mercati che fare” è del marzo del 2022. Il titolo è “Vince chi investe sul domani” e tratta dell’impatto emotivo suscitato dalla guerra in Ucraina e più in generale di quello determinato da ogni crisi. Anche in questo caso, le parole dell’articolo mi hanno portato a riflettere e formulare qualche domanda: qual è la crisi peggiore che abbiamo attraversato? Quella più recente, ovvio. Ma è davvero così, o gli effetti reali insieme a quelli emotivi di oggi sono semplicemente più “presenti” di quelli di ieri? Esattamente come il malanno che ci ha appena colpito, che ci fa stare malissimo e preoccupare delle nostre condizioni, ci porta immediatamente a dimenticare tutti gli accidenti che abbiamo superato (solo per il fatto che sono letteralmente passati), così oggi ci siamo dimenticati di Lehman e del 2008, ma anche del Covid del 2020, lockdown compreso. Il percepito finisce per essere emotivamente più rilevante del reale e l’errore di effettuare delle scelte dettate dalla paura è dietro l’angolo. Eppure, sappiamo tutti benissimo che questa non può essere una buona consigliera. Meglio allora sostituirla con due antidoti potentissimi: consapevolezza e lungimiranza. Conoscere la propria storia, i nostri valori, il contesto in cui viviamo e come ci collochiamo all’interno di esso è fondamentale per capire di cosa abbiamo bisogno e quali siano gli obiettivi da pianificare; la visione di questi obiettivi nel futuro ci permette di proiettare e di costruire la strada per raggiungerli e determinare il nostro domani. 

E veniamo quindi al futuro. Il terzo articolo a cui facevo riferimento è incentrato sulla pianificazione: “Prima di scegliere dove investire serve un progetto di vita”. Qui il richiamo alla progettualità per costruire il proprio futuro è decisamente chiaro.

L’articolo inizialmente si focalizza sull’iperbolica differenza di rendimento tra la liquidità e i mercati azionari negli ultimi 20 anni. La differenza suona come 5 a 300, cioè i mercati azionari globali hanno reso negli ultimi vent’anni 60 volte più della liquidità. Si tratta di un’evidenza per certi versi paradossale, visto quanto è salita la liquidità detenuta in conto corrente nel nostro paese. Un paio di considerazioni, su questa evidenza, merita farle: primo, non ha senso mantenere la liquidità, oltre ciò che ci serve per il quotidiano vivere ovviamente, per paura di investire. La differenza di cui abbiamo accennato poc’anzi è, come direbbe Pascal, una proporzione in cui il prodotto dei medi non sta a quello degli estremi. Secondo, conta invece tantissimo avere le idee chiare su ciò di cui abbiamo bisogno, sui nostri obiettivi ed orizzonti temporali. Solo così riusciremo, adesso, a compiere le scelte giuste per il nostro futuro. Torniamo al punto di prima: occorre consapevolezza per pensare ai nostri progetti di vita e serve lungimiranza per trasformarli in obiettivi da raggiungere nel tempo.

Passando attraverso i tre articoli abbiamo in qualche modo delineato un percorso tra passato, presente e futuro.

Appare fondamentale costruire un ponte tra il nostro oggi e il nostro domani, in modo da poter raggiungere i nostri obiettivi di vita. Per ognuno di questi non possiamo che porci la domanda: come dovrò investire oggi i miei risparmi per realizzare domani i miei obiettivi? 

Le lezioni del passato ci aiutano a progettare e realizzare il futuro.

Provate allora ad immaginare di trovarvi tra cinque, dieci o vent’anni e di aver realizzato pienamente gli obiettivi che vi eravate proposti: la casa al mare, la tranquillità in pensione, la formazione universitaria per i figli, o semplicemente la disponibilità di un certo capitale. Ora volgete all’indietro lo sguardo e individuate le scelte che avranno reso possibile il vostro successo. Quelle sono le scelte da effettuare oggi per raggiungere i vostri obiettivi di domani.

Un’ultima curiosità: il titolo del primo articolo è “Quando la borsa traballa, date retta al vostro consulente”. Anche in questo caso, attenzione all’interpretazione delle parole: il consulente non ha sempre ragione e tanto meno è in grado di prevedere il futuro, ma può fare molto di più, può darvi una mano a progettarlo e costruirlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla newsletter

Scopri di più sul mondo della consulenza finanziaria e patrimoniale

Leggi anche..