“Dai un futuro al tuo presente

Articolo di Maurizio Calvia

Fiducia, rischio e rendimento

Articolo di Maurizio Calvia

Fiducia, rischio e rendimento

L’importanza della fiducia per i nostri investimenti e il raggiungimento dei nostri obiettivi di
vita

Che cos’è la fiducia, e che rapporto può avere con rischio e rendimento nel campo degli investimenti?

Molti conoscono ormai il rapporto intercorrente tra rendimento e rischio di uno strumento o di un portafoglio finanziario, un po’ per logica e un po’ per conoscenza dei processi d’investimento. Infatti, anche a livello normativo, il mondo degli investimenti vuole la compilazione di un questionario finanziario per esplorare il grado di tolleranza al rischio di un potenziale investitore. Tra il rendimento medio atteso di un certo strumento o di un portafoglio finanziario e il suo rischio, cioè l’oscillazione del suo valore nel tempo, esiste un legame indissolubile. In pratica si tratta delle due facce della stessa medaglia.

Fin qui niente di nuovo e tutto, come dicevo, piuttosto logico: nessuno dovrebbe assumere nella vita un rischio superiore ad un livello per lui “naturale” e consono alla sua indole. Così come non tutti pratichiamo bungee jumping o motocross, e molti preferiscono il tennis o la pallavolo alla box o al rugby, per fare una metafora sportiva, allo stesso modo non tutti investiamo in azioni, strumenti derivati o fondi di private equity.

Da questo punto di vista, il discorso non fa una piega. Ma quando ci addentriamo nel tema degli investimenti del nostro denaro, è corretto fermarsi al rapporto tra rendimento e rischio, o bisognerebbe andare oltre? Anche rimanendo nel concetto di risparmio tout court e quindi focalizzandoci sulla sua conservazione, dovremmo pensare almeno a come tutelarlo e a difenderlo dall’inflazione.  Se poi allarghiamo la visione e pensiamo che ognuno di noi con quel denaro può voler raggiungere svariati obiettivi (mantenere un certo tenore di vita nel tempo, permettere a figli o nipoti di completare un percorso di studi, acquistare una nuova o una seconda casa, garantirsi una rendita pensionistica soddisfacente, far fronte a imprevisti o future esigenze, ecc.) allora dovremmo pensare che il rapporto tra rendimento e rischio dei nostri investimenti dovrebbe essere tarato soprattutto sui nostri obiettivi. Ed è qui che entra in gioco la fiducia.

Ma che cos’è allora la fiducia e perché è così importante? In termini semplici, la fiducia è una convinzione positiva che un individuo ha nei confronti di sé stesso, degli altri e dell’ambiente circostante. Come l’ha definita Sergio Sorgi, sociologo e fondatore della società di consulenza Progetica, la fiducia è “un atteggiamento, e quindi un sistema valoriale, verso sé stessi e gli altri, che sviluppa in situazione di incertezza un’attesa positiva verso le intenzioni e i comportamenti propri o altrui”. Da questa definizione emerge il valore sociale della fiducia e l’aspetto positivo che la caratterizza, che si risolve nella concreta speranza e convinzione che le cose andranno per il meglio se approcciamo la nostra vita con un maggiore apertura e con un atteggiamento più confidente verso noi stessi e il mondo che ci circonda.

La fiducia diventa in qualsiasi ambito, compreso quindi quello finanziario, un ingrediente fondamentale per l’analisi di ogni situazione e per la conseguente presa di decisioni, cioè in definitiva per il raggiungimento dei nostri obiettivi e, più in generale, per la realizzazione di noi stessi. Vediamo dunque come sia possibile approcciare con fiducia il tema degli investimenti finanziari, migliorando il rapporto che abbiamo con essi e aumentando le probabilità di centrare i nostri obiettivi di vita.

Il punto di partenza: fiducia vuol dire avere una visione costruttiva.

Come si diceva poc’anzi, lo sviluppo di un senso di fiducia verso noi stessi e il mondo esterno è importante perché ci aiuta ad affrontare le sfide della vita in modo più positivo e resiliente. Quando abbiamo fiducia in noi stessi, ci apriamo al mondo circostante e siamo più inclini a perseguire i nostri obiettivi, affrontare le difficoltà e gestire lo stress in modo più efficace. E questo avviene anche sui mercati finanziari. Inoltre, la fiducia nel mondo esterno ci permette di interagire con gli altri in modo aperto e costruttivo, migliorando le relazioni e ottenendo un vero e proprio valore aggiunto.

Il secondo passo: acquisire fiducia per aumentarla.

La fiducia diventa una sorta di propulsore verso le nostre opportunità e i nostri traguardi, quindi va considerata a tutti gli effetti come una dote e, come tale, va allenata. Si parla in questo caso di scala dalla fiducia, che porta ad individuare i diversi scalini che di volta in volta ci permettono di salire verso posizioni di maggiore sicurezza e tranquillità; posizioni più elevate che ci permettono una maggiore apertura verso noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda. Dal punto di vista finanziario, salire lungo la scala della fiducia permette anche di salire lungo la scala rendimento/rischio, perché permette di aprirci ad un maggior numero di soluzioni d’investimento per raggiungere i nostri obiettivi.

Rischio e rendimento: un rapporto che può essere elevato.

Nella scala rendimento/rischio, la fiducia è direttamente proporzionale alle nostre conoscenze ed esperienze. Se partiamo da zero è normale mostrarsi titubanti e guardinghi, con un approccio poco confidente riguardo gli investimenti finanziari. A mano a mano che ci si addentra nel mondo del risparmio si acquisiscono, magari con l’aiuto di un consulente specializzato, i primi rudimenti e si comincia a maturare una conoscenza di base, per poi sviluppare nel tempo, grazie anche all’esperienza, una conoscenza più approfondita. Si arriva così ad acquisire una maggiore consapevolezza dei propri bisogni finanziari, dei mercati e degli strumenti più adatti ai propri bisogni e desideri. Si giunge infine ad un livello di piena fiducia, con una buona conoscenza del funzionamento dei mercati e lo sviluppo di capacità decisionali associato ad una piena conoscenza dei processi d’investimento.

Unico limite: l’emotività.

Cosa può fermarci, ora che siamo saliti lungo le scale parallele della fiducia e del rapporto rendimento/rischio? La nostra natura umana, che, per fortuna, non può prescindere dalle emozioni. Ma anche qui occorre distinguere tra le emozioni, ineliminabili e connaturate al nostro essere umani, dall’emotività, cioè dalla propensione a decidere sotto impulso non ragionato delle prime. Anche qui, la fiducia ci aiuta a non smarrirci e a non perdere l’orientamento ai nostri obiettivi: perché prendere decisioni affrettate quando i nostri traguardi sono fissati in là nel tempo? L’aver fissato obiettivi chiari in un processo di pianificazione ci può aiutare a mantenere il giusto atteggiamento e la disciplina necessaria al loro raggiungimento. L’investitore fiducioso è consapevole che i mercati sono soggetti a volatilità, ma anche che nel tempo questa porta a risultati positivi.

Punto di arrivo e di ripartenza: crescita personale e finanziaria.

Se siamo riusciti a dischiudere il processo di fiducia e salire ai gradini più alti della sua scala, abbiamo anche aperto la strada per cogliere le opportunità legate ai rapporti rendimento/rischio più elevati, abbiamo cioè aumentato le nostre possibilità di centrare gli obiettivi che ci siamo prefissati. Abbiamo attivato un processo virtuoso: ci siamo aperti e siamo cresciuti nella fiducia in noi stessi e negli altri e abbiamo potenziato le nostre capacità di affrontare le sfide con ottimismo. Conoscenze, competenze ed esperienza concorrono a loro volta a far salire la nostra fiducia nel raggiungimento di ulteriori obiettivi con realismo, evitando le trappole cognitive e comportamentali, portando a scelte finanziarie più consapevoli e alla costruzione di un portafoglio tagliato su misura dei nostri obiettivi.

Ma allora le regole imposte dalla legislazione in tema di investimenti, che impongono uno stretto controllo del rapporto rendimento e rischio sono da considerarsi inutili? Non proprio: quelle regole impongono al potenziale investitore una riflessione, far quadrare i conti tra le tre dimensioni delle variabili finanziarie: obiettivo di rendimento che si vorrebbe raggiungere, rischio che si può e si vuole sopportare, tempo entro il quale raggiungere i propri obiettivi finanziari. Sostituite gli obiettivi di vita a quelli di rendimento e avete ottenuto i principi della pianificazione finanziaria. 

La mancanza di apertura e di volontà a guardare alla propria situazione con ottimismo costruttivo limita l’acquisizione di conoscenze e di cultura finanziaria, che rischia (questo sì, è il vero rischio) di precluderci le soluzioni più idonee al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Ecco perché è sempre più centrale nel nostro paese la cosiddetta educazione finanziaria, per guidarci, come ha rappresentato Luciano Scirè nel suo sito “Goal Based Investing Italia”, oltre il “fiume dell’incertezza”, verso una conoscenza consapevole tanto dei nostri bisogni e desideri, quanto degli strumenti più idonei per raggiungerli.

Il processo di fiducia e la sua crescita ci permette di acquisire conoscenza e cultura finanziaria, contribuendo a far diventare ciò che ancora non conosciamo conoscibile ed esplorabile. Insieme all’esperienza acquisita, avvicina le due sponde del fiume, riducendo l’incertezza ad una variabile gestibile, sia sotto l’aspetto finanziario che emotivo.

La fiducia avvicina il nostro futuro che è il tempo della vita che verrà, al nostro presente, che costituisce il tempo delle decisioni, rendendo il primo “progettabile” e raggiungibile. È quindi fondamentale per la realizzazione dei propri obiettivi di vita sviluppare consapevolezza, aprirsi alla cultura finanziaria e salire lungo la scala dei diversi rapporti rendimento/rischio offerti dai mercati.

Con un pizzico di fiducia.

Immagine tratta dal sito pixabay.com

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