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Articolo di Maurizio Calvia

Dritto e rovescio: come vincere la partita anche negli investimenti

Articolo di Maurizio Calvia

Dritto e rovescio: come vincere la partita anche negli investimenti

Durante la seconda settimana di giugno, più precisamente il 9 e il 10 del mese, si è verificata una sorta di congiunzione astrale nel mondo del tennis: mentre il nostro Jannik Sinner assurgeva a numero 1 del mondo nella classifica ATP, un altro dio dell’Olimpo del mondo della racchetta teneva un discorso ufficiale presso una prestigiosa università americana.

Roger Federer, vincitore praticamente di qualsiasi torneo a livello professionistico e inquilino della casella più alta del ranking mondiale (310 settimane di permanenza, secondo solo a quel “mostro” di Novak Djokovic) per un tempo che, fino a qualche anno fa, pareva infinito, ha voluto “giocare” un’altra partita, tenendo una lectio magistralis all’Università di Dartmouth davanti a 11.000 persone, che si è rivelato essere molto più di un semplice testamento sportivo, quanto un vero e proprio trattato di self leadership. 

Dal luglio del 1998, quando entrò nel mondo del tennis professionistico, al novembre del 2022, ultima apparizione nel circuito, Federer ha vinto qualcosa come 103 tornei, di cui 20 in prove del circuito del Grande Slam, a cui si aggiungono 6 vittorie alle Finals e la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Londra del 2012, oltre alla coppa Davis del 2014. 

Il 9 giugno, data del suo discorso a Dartmouth, è parso che tutti questi titoli si fossero in qualche modo fusi per fornire un concentrato di vita vissuta: successo, ovviamente, ma anche difficoltà, fatica, tenacia e quello che potremmo definire in senso esteso “umanità”, perché insieme ai premi e alle onorificenze Federer ha messo sul piatto anche tutto quello che stava dietro le quinte, per fornire in poco più di mezz’ora un insegnamento che travalica il mondo dello sport e del tennis in particolare, per abbracciare in un’ottica decisamente più ampia, lo studio, l’allenamento, i sacrifici e tutte le tappe importanti della sua carriera.

Vediamo in sintesi i principali punti toccati dal campione svizzero:

L’assenza dello sforzo è un mito: “In tutta la mia carriera ho ricevuto complimenti perché il mio tennis sembrava non lasciar trasparire sforzi. Mi frustrava quando dicevano: “Non ha quasi sudato!”. La realtà è che non è vero, ho lavorato duro per rendere facile il mio tennis. Ho passato anni a lamentarmi, imprecare, a lanciare racchette, prima di imparare a mantenere la calma […] Non sono arrivato dove sono arrivato solo con il talento puro. Ci sono arrivato cercando di superare i miei avversari. Ho creduto in me stesso.”

L’importanza della grinta e della pazienza: “Ovvio, sì, il talento conta. Non starò qui a dirvi che non è così. Ma il talento ha una definizione ampia. Nella maggior parte dei casi non si tratta di avere il dono, bensì si tratta di metterci grinta e coraggio. Nel tennis, come nella vita, anche la disciplina è un talento. E così lo è possedere pazienza. Avere fiducia in se stessi è un talento, abbracciare ed amare il processo sono talenti. Gestire la tua vita, gestire te stesso, anche questi possono essere talenti”.

Un punto è solo un punto: “Ho cercato di non perdere, ma mi è capitato di perdere, talvolta anche spesso […] Nel tennis, la perfezione è impossibile. Delle 1.526 partite di singolare che ho giocato nella mia carriera, ne ho vinte quasi l’80%. Ora, ho una domanda per tutti voi: quale percentuale di punti ho vinto? Solo il 54%. Quando perdi un punto su due, in media, impari a non soffermarti su ogni tiro”.

Non sprecate energia: “L’energia negativa è uno spreco di energia. La verità è che, qualsiasi partita giochiate nella vita, qualche volta perderete. Un punto, un match, una stagione, un lavoro. Diventate maestri nel superare i momenti difficili, questo per me è il segnale di un campione. I migliori del mondo non sono quelli che vincono tutti i punti. Lo sono perché sanno che perderanno, ancora e ancora e hanno imparato come gestirlo. Accettalo, piangi se ne hai bisogno, e quindi sforzati di sorridere. Vai avanti, sii inarrestabile, adattati e cresci”.

La vita è più di un campo da tennis: “Il tennis mi ha permesso di vedere il mondo, ma non è quello il mondo. È importante avere una vita oltre al proprio lavoro, è importante conoscere, avere amici, avere una famiglia. Motivato da mia madre sudafricana, ho costituito una fondazione per dare potere ai bambini attraverso l’istruzione. Filantropia può significare molte cose. Può significare avviare un’organizzazione no profit o donare denaro. Ma può anche significare contribuire con le tue idee, il tuo tempo e la tua energia a una missione che è più grande di te. Tutti voi avete così tanto da dare e spero che troverete i vostri modi unici per fare la differenza”.

Dritto e rovescio: “ il segreto per un buon dritto sta nell’ impugnatura. L’altra è che passare dal diritto al rovescio dovrebbe essere facile. Ricordate inoltre che tutto inizia con il gioco di gambe e che nella vita come nel tennis bisogna sempre variare i colpi. Io sono diventato un ex giocatore di tennis, voi invece siete il futuro. Siate gentili gli uni con gli altri, divertitevi e qualunque cosa decidiate di fare, fatela sempre al massimo”.

La lezione di Federer è molto più di una lezione di tennis, è una lezione di vita e, come dicevo, di leadership. Allora proviamo a vedere come applicare i punti principali del suo discorso anche in quella partita che è costituita dai nostri investimenti e dalle decisioni che prendiamo quando gestiamo il nostro patrimonio.

Non esistono pasti gratis: guadagnare negli investimenti senza sforzi è un mito come quello di vincere nello sport senza fatica. Per arrivare preparati alla partita e provare a vincerla, bisogna allenarsi e accettare qualche fattore di rischio per trasformarlo in performance. Ogni colpo giocato è un rischio, ma anche un’opportunità di segnare un punto.

Grinta, coraggio e disciplina anche nel mondo degli investimenti: il tempo è vostro amico, quindi realizzate un piano finanziario per raggiungere i vostri obiettivi e metteteci passione e la giusta dose di convinzione nel volerli raggiungere. I migliori “punti” li metterete a segno seguendo un approccio disciplinato alla pianificazione finanziaria e con la pazienza nel raggiungere i risultati.

Come nel tennis, anche negli investimenti la perfezione è impossibile: le vostre scelte non si trasformeranno sempre in colpi vincenti, la cosa importante è restare concentrati sui passi da seguire (metodo). Un punto percentuale in più è meglio ovviamente di uno in meno, ma non sarà quest’ultimo a farvi perdere la partita, quella di raggiungere i vostri obiettivi. Quindi avanti, concentrati e consapevoli che si può anche perdere qualche punto lungo la strada verso il successo.

Anche nel mondo degli investimenti ci vuole la giusta energia: quando i mercati non vanno bene e sembrano voltarci le spalle (e questo, periodicamente e inevitabilmente, succede), non dobbiamo desistere. Anzi, quello è il momento in cui il nostro comportamento può fare la differenza: mantenere un atteggiamento costruttivo e restare attaccati al nostro piano adottando una mentalità orientata alla crescita e al miglioramento (growth mindset), cercando di migliorare la nostra azione, rimanendo positivamente rivolti verso i nostri obiettivi.

La vita è molto di più di una serie di investimenti: ricordatevi che il denaro è un mezzo per raggiungere i propri obiettivi di vita, non un fine. Allargate la vostra visuale, cosa conta di più per voi? Qual è il vostro concetto di benessere e cosa vi rende felici e realizzati? Come vedete voi stessi e le persone a voi più care tra cinque, dieci, vent’anni?

Gioco di gambe e variare i colpi anche negli investimenti: sapersi muovere per coprire ogni zona del campo, ampliare il bagaglio dei colpi a propria disposizione, per poter rispondere meglio, in ogni occasione, al “gioco” del mercato, è il principio cardine della costruzione di un portafoglio funzionale ai propri obiettivi. Negli investimenti, come nel tennis, diversificare è un esercizio fondamentale per vincere la partita.

Roger Federer è stato ribattezzato “The Swiss Maestro” per la sua classe cristallina e le sue otto vittorie (di cui cinque consecutive) sull’erba londinese di Wimbledon.

Un maestro che bastava guardare anche da lontano, osservandone i gesti tecnici, per imparare i movimenti e i colpi migliori. Un maestro che nell’appuntamento di Dartmouth, nonostante non ci fosse alcun torneo in programma, ci ha donato una grande lezione, di vita più che di tennis, anche fuori dal campo.

 Immagine tratta dal sito pixabay.com

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