“Dai un futuro al tuo presente

Articolo di Maurizio Calvia

Dai un futuro al tuo presente

Non servono quindi doti divinatorie, ma capacità progettuali: il futuro è il luogo dove passeremo la maggior parte del nostro tempo e molto dipenderà da come lo abbiamo immaginato e desiderato.
Articolo di Maurizio Calvia

Dai un futuro al tuo presente

Non servono quindi doti divinatorie, ma capacità progettuali: il futuro è il luogo dove passeremo la maggior parte del nostro tempo e molto dipenderà da come lo abbiamo immaginato e desiderato.

Progetta e realizza il tuo domani

Il tempo è costituito dal fluire continuo di ogni singolo istante, quello che noi chiamiamo presente, e la sua gestione è un fattore fondamentale delle nostre vite, sia dal punto di vista professionale che da quello personale e finanziario.

La gestione del tempo non ci pone davanti ad una strada tracciata, ma piuttosto ad un serie di bivi che presuppongono altrettante scelte da compiere perché, come potremmo poeticamente dire, del “doman non v’è certezza”. Racchiusa nell’immagine del tempo troviamo quindi l’idea di un futuro, prossimo o ancora lontano, dai caratteri incerti. C’è quasi un’aura di romanticismo in questo concetto che risulta indefinito e vago, al punto tale da suscitare quasi timore o comunque un senso di soggezione.

Eppure, il futuro non è altro che il presente spostato in avanti nel tempo e come viviamo giorno per giorno pensando all’oggi, così dovremmo fare per arrivare preparati al nostro domani. Da questo punto di vista si potrebbe avvertire la necessità di disporre di una mappa di navigazione temporale: come sarà il domani? Non solo tra un mese o un anno, ma tra cinque, dieci, vent’anni e anche oltre. A questa domanda, sul piano logico, ne segue immediatamente un’altra: come ci arriveremo?

Difficile dirlo, nessuna previsione fondata può arrivare a tanto, non su due piedi e con la precisione di un orologio svizzero. Eppure, il presente offre chiari segnali al lettore attento e il passato, inteso come storia, proietta la sua eredità, plasmando lo stesso presente e influenzando i tempi a venire.

Non riuscire a “vedere” il futuro è pertanto una lacuna legata all’incapacità o alla non volontà di leggere i segnali offerti dal presente. In questo disegno temporale noi non siamo ingranaggi di un meccanismo predeterminato, ma protagonisti del nostro tempo.

Non servono quindi doti divinatorie, ma capacità progettuali: il futuro è il luogo dove passeremo la maggior parte del nostro tempo e molto dipenderà da come lo abbiamo immaginato e desiderato. Questo ci porterà a delineare degli obiettivi che sentiamo come fondamentali per la nostra realizzazione, che ci spingeranno all’azione, compiendo scelte non solo in funzione dell’oggi, ma anche di quello che sarà il nostro domani. E per dare efficacia alle nostre azioni avremo bisogno di un piano che ci permetta di raggiungere e realizzare i nostri intenti.

In altre parole, nessuno di noi conosce il proprio futuro ed è proprio per questo che dobbiamo costruirlo. Conosciamo però le nostre necessità e i nostri desideri che possiamo trasformare in obiettivi concreti, dando loro una dimensione quantitativa e temporale attraverso un processo di pianificazione.

Per far questo, dobbiamo innanzitutto costruire una “catena di trasmissione” funzionale: partire da un’idea che diventa progetto, per passare all’emozione positiva che lo accompagna, fino a mettere in atto una serie di comportamenti finalizzati a raggiungere il nostro scopo.

Chi non considera il futuro rimane vincolato al suo presente e per quanto questo possa avere connotazioni positive, nel migliore dei casi rischia di rimanere chiuso in una sorta di gabbia dorata.

Se non c’è un’idea di futuro le uniche scelte rimangono vincolate all’oggi e viene a mancare una qualsiasi progettualità di medio e lungo termine.

Il giornalista Leopoldo Gasbarro, in un suo recente articolo, titolava che “vince chi investe sul domani”, facendo riferimento a quella forza “creatrice” di miliardi di persone che vivono, amano, producono, fanno progetti, sognano, risparmiano e investono. Una vera e propria forza auto-realizzativa.

E a proposito di realizzazione di progetti, per costruire il proprio futuro bisogna crederci. Solo così si mettono in moto le forze virtuose che ci portano prima a pensare ai nostri obiettivi, poi a pianificarli dando loro precise coordinate spazio-temporali e infine a realizzarli mettendo in moto una serie di azioni costruttive.

Il contadino che semina la terra pensa al raccolto che mieterà. È perfettamente cosciente che potrà essere chiamato ad affrontare delle difficoltà, ma non semina pensando che la siccità renderà arida la terra o che un’alluvione porterà via le sementi. Semina focalizzandosi sul futuro del raccolto e sarà pronto ad affrontare qualsiasi condizione avversa, perché l’emozione positiva suscitata dal suo fine, il raccolto, che significa benessere per sé e la sua famiglia, metterà in moto comportamenti efficaci per il raggiungimento del suo obiettivo. La passione legata al suo progetto, ai suoi ideali e valori sarà più forte di qualsiasi avversità.

Ecco allora che si realizzano perfettamente le sinergie tra le idee che portano a dei progetti, le emozioni che questi ultimi generano e i comportamenti necessari per costruire e raggiungere il nostro futuro.

Il fluire del tempo è la strada che ci porta versa il futuro, una strada lastricata non solo dalla speranza, ma anche e soprattutto dalla fiducia. Non andrà tutto bene perché è così che deve andare; andrà tutto bene perché faremo in modo che sia così, pensando, progettando, trovando soluzioni e adoperandoci per raggiungere la meta che desideriamo.

Chi investe nel futuro crede in sé stesso e dà forza e concretezza alle sue speranze, trasformandole in idee e progetti.

Non restare bloccato al tuo oggi, pensa a degli obiettivi, appassionati ai tuoi progetti e realizzali nel tempo. 

Dai un futuro al tuo presente.

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