“Dai un futuro al tuo presente

Articolo di Maurizio Calvia

Come atteggiamenti poco funzionali possono ridurre le nostre opzioni di benessere

Articolo di Maurizio Calvia

Come atteggiamenti poco funzionali possono ridurre le nostre opzioni di benessere

Mi chiamo Greta Thunberg, ho 15 anni, vengo dalla Svezia e sono qui per parlarvi di giustizia climatica”. Inizia così a Katowice in occasione della COP24 nell’ormai quasi lontano 2018, l’accorato appello di una bambina svedese, che da quel momento in poi diventerà l’icona del movimento climatico dei giovani e di tutte le persone che credono nella necessità di un urgente e incisivo cambio di paradigma politico ed economico. La posta in palio: combattere il cambiamento climatico per preservare il futuro nostro e delle prossime generazioni.

Il discorso di Greta continua sottolineando i risultati degli scioperi studenteschi per il clima e l’importanza di agire uniti: “Se pochi bambini possono ottenere i titoli in prima pagina in tutto il mondo semplicemente non andando a scuola, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme se davvero volessimo… Per farlo, però, dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto sia scomodo”

L’attivista svedese va poi dritta al punto, richiamando la responsabilità dei grandi del mondo, lanciando un potente atto d’accusa: “Non siete abbastanza maturi per dire come stanno veramente le cose, preferite lasciare perfino questo fardello a noi bambini… Nel 2078 festeggerò il mio 75^ compleanno. Se avrò dei figli, forse passeranno quel giorno con me. Forse mi chiederanno di voi. Forse mi chiederanno perché non abbiate fatto niente quando c’era ancora tempo per agire. Dite di amare i vostri figli più di ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi”.

Greta solleva dunque il problema del cambiamento climatico, delle conseguenze che questo porterà in tutto il pianeta, sottolineando le responsabilità di chi potrebbe intervenire in maniera incisiva ma non lo fa o, comunque, non fa ancora abbastanza.

Il monito dell’attivista svedese è ovviamente rivolto a tutti e include, nel nostro piccolo, anche ognuno di noi con le proprie scelte di vita e di consumo. È evidente che la questione climatica possa essere risolta coinvolgendo in particolare chi muove le leve politiche ed economiche del pianeta. Ma risulta altrettanto evidente che quello che il singolo può fare è importante e fondamentale per trovare una soluzione efficace.

La questione climatica non è l’unica che preveda l’azione tanto dei singoli quanto della autorità governative per condurci verso una situazione migliorativa e di maggior benessere, tanto sociale che individuale.

In primo piano troviamo infatti la nostra responsabilità per tutte quelle questioni in cui i nostri atteggiamenti e le nostre scelte si riverberano inevitabilmente sulla nostra vita, rischiando di limitare le opzioni a disposizione per il nostro futuro. Disporre di minori opzioni significa che le scelte di oggi rischiano di limitare fortemente le scelte che potremo fare domani, incidendo inevitabilmente su quello che possiamo definire come benessere.

Dal punto di vista finanziario, questo discorso mi ha portato ad indagare in quali casi le nostre decisioni rischino di “rubarci il futuro”. Si può trattare di comportamenti disfunzionali, di mancanza di azione e più in generale di tutti quegli atteggiamenti che finiscono col mettere fuori portata i nostri obiettivi di vita ed il benessere nostro e delle nostre famiglie, una sorta di inconsapevole atto di sabotaggio nei confronti di noi stessi.

Ecco allora in estrema sintesi sette categorie di comportamenti finanziari inefficienti che, come peccati capitali, possono compromettere la qualità della vita, presente e futura:

  1.  Mancanza di pianificazione finanziaria: non avere un piano finanziario chiaro e realistico che leghi le nostre risorse patrimoniali ai nostri obiettivi di vita può portare a decisioni finanziarie impulsive e non ottimali. Senza un “tracciato”, si rischia di non risparmiare a sufficienza per gli obiettivi a lungo termine, di non gestire correttamente il proprio denaro e, più in generale, il proprio patrimonio.
  2.  Ignorare il potere del risparmio e dell’investimento: Non risparmiare abbastanza o non investire i propri risparmi in modo mirato per raggiungere i nostri obiettivi può compromettere la qualità della nostra vita futura. Ignorare l’importanza di investire per la pensione, per i figli o i nipoti, per affrontare emergenze o per realizzare altri specifici progetti può portare ad un restringimento delle prospettive future e più in generale ad una riduzione del benessere.
  3.  Eccessivo indebitamento: L’indebitamento eccessivo, soprattutto attraverso prestiti particolarmente onerosi, che prevedono l’applicazione di un elevato tasso di interesse per finanziare consumi non necessari, può mettere a rischio la stabilità finanziaria. Più in generale, vivere al di sopra delle proprie possibilità può causare non solo stress finanziario, ma anche limitare la capacità di sviluppare ricchezza nel tempo.
  4.  Mancanza di diversificazione degli investimenti: Investire tutto il proprio denaro, o comunque concentrare i propri investimenti, in un’unica asset class non costituisce un atteggiamento funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi. Senza una corretta diversificazione, si è infatti esposti a un maggior rischio di perdite e si limita il potenziale di crescita del patrimonio.
  5.  Non proteggere adeguatamente il patrimonio: Non avere effettuato uno screening delle proprie risorse tangibili ed intangibili per definire il proprio perimetro patrimoniale e così individuare quali asset proteggere con adeguati strumenti giuridici e assicurativi, comporta un aumento dei rischi a nostro carico. Altrettanto critico è il non aver dedicato sufficiente attenzione alla sfera personale per la valutazione dei rischi “vita” (salute, professione, responsabilità civile, ecc.) che potrebbero avere le maggiori ripercussioni sul patrimonio e sulla situazione famigliare.
  6.  Mancanza di educazione finanziaria: Non investire nella propria educazione finanziaria può portare a decisioni irrazionali e poco lungimiranti. Senza una comprensione dei concetti finanziari fondamentali viene a mancare la cultura finanziaria necessaria per affrontare la gestione delle proprie risorse con la giusta prospettiva; si diventa così maggiormente esposti a illusioni di facili guadagni, ad errata valutazione dei rischi e a cattive decisioni di investimento.
  7.   Non cercare consulenza finanziaria professionale: non avvalersi di un consulente finanziario qualificato comporta in prima battuta la mancanza di un’adeguata pianificazione e può quindi portare all’incapacità sia di individuare opportunità di investimento, sia di dotarsi di un adeguato servizio di risk management; la carenza di consulenza personalizzata porta ad una pianificazione finanziaria insufficiente, con conseguente difficoltà di messa a fuoco degli obiettivi a medio-lungo termine e di realizzazione dei propri progetti.

Questi atteggiamenti finanziari inefficienti possono ostacolare il nostro benessere attuale e prospettico, rischiando di compromettere il nostro futuro. Cosa possiamo allora fare, in concreto, per evitare di incorrere in uno o più degli errori sopra evidenziati?

Greta ci indica la strada: come per la questione climatica, occorre affrontare con consapevolezza e senso di responsabilità, verso noi stessi e le persone a noi vicine, anche le questioni apparentemente più scomode, quelle per le quali non ci si sente particolarmente preparati, o che si reputano “difficili”.

È proprio la difficoltà insita nei diversi aspetti della gestione del nostro patrimonio che deve far alzare il livello di attenzione e portarci ad un cambio di focus: non si tratta di predire o indovinare il domani, ma di impegnarsi nel delineare un progetto per costruirlo, rendendolo il più confortevole possibile, dotandoci di tutti quegli strumenti, pianificazione finanziaria in testa, che ci permettono di fissare in maniera chiara i nostri obiettivi ed evitare errori comportamentali che potrebbero “rubarci” le possibilità di benessere futuro.

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